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"The Greater Israel": l'ambizioso, folle e pericolosissimo progetto colonialista di Netanyahu va fermato ad ogni costo se non vogliamo che il Medio Oriente imploda su se stesso Eugenio Cardi 11-14 minutes Il criminale e sanguinario triumvirato Netanyahu-BenGvir-Smotrich al governo dello Stato occupante di Israele, sta fortemente e pericolosamente portando avanti (con la totale complicità americana e la codarda inerzia europea) un folle progetto espansionistico e colonialista, nel quale naturalmente non è contemplato alcuno Stato palestinese. Il concetto di "Grande Israele" (Eretz Yisrael HaShlema in ebraico) rappresenta una delle questioni più controverse, complesse e inquietanti del panorama geopolitico mediorientale. Si tratta di un'idea espansionista vecchia di 100 anni ma che con il genocida premier israeliano Netanyahu (sul quale spicca un mandato di cattura emesso dalla Corte Penale Internazionale ma che viene assurdamente snobbato da buona parte dei Paesi europei) ha ripreso nuovo vigore attraverso un piano che metterebbe in grave subbuglio l'intero Medioriente e che prevederebbe quindi l’estensione dei confini israeliani verso Est, Sud-Est e Ovest, con buona pace della UE, dato che Israele ha già ben testato l'incredibile e scandalosa inerzia dell'Europa intera rispetto a quel che hanno fatto e stanno facendo di altamente criminale ai gazawi. Il Piano espansionistico sionista prende le mosse già dal momento in cui nel 1917 il Ministro degli Esteri inglese Arthur Balfour - con la sua lettera al banchiere Rothschild (rappresentante della comunità ebraica inglese e del movimento sionista) – intese voler regalare la Palestina ai sionisti ebrei. Il movimento sionista ha storicamente giustificato tali velleità espansionistiche (l'intenzione di Netanyahu sarebbe quella di estendere i confini dal fiume Nilo a Ovest, fino al fiume Eufrate a Est, comprendendo così la Palestina, la Giordania, il Libano, gran parte della Siria e la Turchia meridionale) e il conseguente spostamento (deportazione?) delle popolazioni indigene attraverso comode quanto altamente improbabili interpretazioni bibliche, dato che ovviamente la comunità accademica non può certamente considerare la Bibbia come una fonte storica verificata, ma tant'è… Theodor Herzl e le prime formulazioni La moderna concezione politica della Grande Israele trova le sue origini negli scritti di Theodor Herzl, fondatore del sionismo politico, che nei suoi scritti immaginava uno stato ebraico che si estendesse "dal torrente d'Egitto all'Eufrate". Tuttavia, le richieste territoriali di Herzl mostravano un carattere dinamico piuttosto che una delimitazione territoriale fissa, spesso presentate come proposte negoziali massimaliste per ottenere quanto più possibile attraverso le varie trattative. Il movimento revisionista e Ze'ev Jabotinsky Dopo che Gran Bretagna e Francia divisero il Levante in aree di influenza e dopo l'istituzione di un emirato arabo in Giordania, i sionisti mainstream definirono il loro progetto per uno stato ebraico entro i limiti del mandato britannico della Palestina. Il leader sionista Ze'ev Jabotinsky, fondatore della corrente revisionista del sionismo, dissentì e insistette che il progetto sionista dovesse includere la Giordania. Fondò quindi la terroristica banda paramilitare Irgun, successivamente responsabile di varie atrocità durante la Nakba del 1948, il cui emblema includeva una mappa sia della Palestina che della Giordania con l'iscrizione "Terra d'Israele".

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"El Gran Israel": el ambicioso, loco y muy peligroso proyecto colonialista de Netanyahu debe ser detenido a toda costa si no queremos que Oriente Medio implosione sobre sí mismo Eugenio Cardi 11-14 minutos El criminal y sanguinario triunvirato Netanyahu-BenGvir-Smotrich en el gobierno del Estado ocupante de Israel está persiguiendo fuerte y peligrosamente (con total complicidad estadounidense y cobarde inercia europea) un loco proyecto expansionista y colonialista, en el que naturalmente no se contempla ningún Estado palestino. El concepto de "Gran Israel" (Eretz Yisrael HaShlema en hebreo) representa una de las cuestiones más controvertidas, complejas e inquietantes del panorama geopolítico de Oriente Medio. Se trata de una idea expansionista que tiene 100 años pero que con el genocida Primer Ministro israelí Netanyahu (sobre el que destaca una orden de detención emitida por la Corte Penal Internacional pero que es absurdamente desairado por la mayoría de los países europeos) ha recobrado nuevo vigor a través de un plan que pondría a todo Oriente Medio en una grave agitación y que prevería, por tanto, la extensión de las fronteras israelíes hacia el este, el sudeste y el oeste, con el debido respeto a la UE, dado que Israel tiene la increíble y La escandalosa inercia de toda Europa con respecto a lo que han hecho y están haciendo, que es altamente criminal para los habitantes de Gaza, ya ha sido bien puesta a prueba.El plan expansionista sionista comenzó en 1917, cuando el ministro de Asuntos Exteriores inglés, Arthur Balfour, - con su carta al banquero Rothschild (representante de la comunidad judía inglesa y del movimiento sionista) - pretendía entregar Palestina a los judíos sionistas. El movimiento sionista ha justificado históricamente tales ambiciones expansionistas (la intención de Netanyahu sería ampliar las fronteras desde el río Nilo en el oeste hasta el río Éufrates en el este, incluyendo Palestina, Jordania, Líbano, gran parte de Siria y el sur de Turquía) y el consiguiente desplazamiento (¿deportación?) de las poblaciones indígenas mediante interpretaciones bíblicas cómodas pero muy improbables, dado que obviamente la comunidad académica no puede considerar la Biblia como una fuente histórica verificada, pero tanto... Theodor Herzl y las primeras formulaciones La concepción política moderna del Gran Israel tiene su origen en los escritos de Theodor Herzl, fundador del sionismo político, quien en sus escritos imaginaba un Estado judío que se extendía "desde el arroyo de Egipto hasta el Éufrates".Sin embargo, las demandas territoriales de Herzl mostraron un carácter dinámico más que una delimitación territorial fija, a menudo presentadas como propuestas de negociación maximalistas para lograr lo máximo posible a través de las diversas negociaciones. El movimiento revisionista y Ze'ev Jabotinsky Después de que Gran Bretaña y Francia dividieran el Levante en áreas de influencia y después del establecimiento de un emirato árabe en Jordania, los sionistas dominantes definieron su proyecto de un Estado judío dentro de los límites del Mandato Británico de Palestina. El líder sionista Ze'ev Jabotinsky, fundador de la corriente revisionista del sionismo, no estuvo de acuerdo e insistió en que el proyecto sionista debe incluir a Jordania. Luego fundó la banda terrorista paramilitar Irgun, responsable posteriormente de diversas atrocidades durante la Nakba de 1948, cuyo emblema incluía un mapa de Palestina y Jordania con la inscripción "Tierra de Israel".

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