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Usa, il rabbino Yaakov Shapiro, teologo ortodosso americano: "Israele non parla a nome degli ebrei e non rappresenta il popolo ebraico" Eugenio Cardi 6–7 minutes Shapiro sostiene da decenni che Ebraismo e Sionismo non sono sinonimi, e che lo Stato di Israele non rappresenta assolutamente gli ebrei, né religiosamente né politicamente di Eugenio Cardi "Gli ebrei di tutto il mondo non sono responsabili delle azioni dello Stato sionista di Israele. Israele non rappresenta il popolo ebraico". Questa frase è stata pronunciata dal rabbino Yaakov Shapiro, teologo ortodosso americano, studioso del Talmud e autore di un'opera monstre di 1381 pagine intitolata The Empty Wagon: Zionism's Journey from Identity Crisis to Identity Theft. Il furto d'identità più riuscito della modernità La frase è semplice, diretta, e per molti sconvolgente nella sua evidenza: non è una dichiarazione di rottura improvvisa. È la sintesi di una tradizione teologica e storica secolare che il discorso pubblico occidentale ha quasi completamente rimosso, o che ha deliberatamente scelto di ignorare. Shapiro sostiene da decenni che Ebraismo e Sionismo non sono sinonimi, e che lo Stato di Israele non rappresenta assolutamente gli ebrei, né religiosamente né politicamente. Questa distinzione, che appare ovvia a chiunque abbia una conoscenza anche superficiale della storia ebraica, viene sistematicamente cancellata nel dibattito pubblico, dove criticare Israele equivale a essere antisemiti, e dove Netanyahu si presenta — come ha fatto davanti al Congresso americano — non solo come capo di governo di uno Stato sovrano, ma come autoproclamato premier di tutti gli ebrei del mondo. «Netanyahu è venuto in America a parlare al Congresso per affossare l'accordo iraniano di Barack Obama e ha detto: "Vengo qui a rappresentare non solo la gente che mi ha eletto ma anche a rappresentare gli ebrei di tutto il mondo"». Una pretesa che Shapiro considera non soltanto politicamente arrogante, ma teologicamente assurda e storicamente falsa. Il Sionismo politico, va ricordato, non è nato dalla tradizione religiosa ebraica. Lo storico Yakov Rabkin (Università di Montreal) ha definito il Sionismo nella sua opera What Is Modern Israel? come «un'ideologia di origine cristiana protestante che propone il raduno degli ebrei in Palestina». L'idea che gli ebrei dovessero tornare nella Terra Santa per fondare uno Stato sovrano fu inventata infatti dai cristiani evangelici. I padri fondatori del Sionismo politico moderno — Herzl, Nordau, Jabotinsky — erano uomini profondamente influenzati dal nazionalismo europeo del XIX secolo, non dalla dottrina rabbinica.

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Estados Unidos, rabino Yaakov Shapiro, teólogo ortodoxo estadounidense: "Israel no habla en nombre de los judíos y no representa al pueblo judío" Eugenio Cardi 6 a 7 minutos Shapiro ha sostenido durante décadas que el judaísmo y el sionismo no son sinónimos y que el Estado de Israel no representa en absoluto a los judíos, ni religiosa ni políticamente. por Eugenio Cardí "Los judíos de todo el mundo no son responsables de las acciones del Estado sionista de Israel. Israel no representa al pueblo judío". Esta frase fue pronunciada por el rabino Yaakov Shapiro, un teólogo ortodoxo estadounidense, erudito talmúdico y autor de una obra monstruosa de 1.381 páginas titulada El vagón vacío: el viaje del sionismo desde la crisis de identidad hasta el robo de identidad. El robo de identidad más exitoso de la modernidad La frase es simple, directa y para muchos chocante por su obviedad: no es una declaración repentina de ruptura. Es la síntesis de una tradición teológica e histórica centenaria que el discurso público occidental ha eliminado casi por completo o ha decidido ignorar deliberadamente. Shapiro ha sostenido durante décadas que el judaísmo y el sionismo no son sinónimos y que el Estado de Israel no representa en absoluto a los judíos, ni religiosa ni políticamente.Esta distinción, que parece obvia para cualquiera que tenga un conocimiento siquiera superficial de la historia judía, se borra sistemáticamente en el debate público, donde criticar a Israel equivale a ser antisemita, y donde Netanyahu se presenta –como lo hizo ante el Congreso estadounidense– no sólo como jefe de gobierno de un Estado soberano, sino como el autoproclamado primer ministro de todos los judíos del mundo. «Netanyahu vino a Estados Unidos para hablar ante el Congreso para frustrar el acuerdo de Barack Obama con Irán y dijo: "Vengo aquí para representar no sólo al pueblo que me eligió, sino también a los judíos de todo el mundo". Una afirmación que Shapiro considera no sólo políticamente arrogante, sino teológicamente absurda e históricamente falsa. Hay que recordar que el sionismo político no nació de la tradición religiosa judía. El historiador Yakov Rabkin (Universidad de Montreal) definió el sionismo en su obra ¿Qué es el Israel moderno? como «una ideología de origen cristiano protestante que propone la reunión de los judíos en Palestina». La idea de que los judíos deberían regresar a Tierra Santa para fundar un estado soberano fue de hecho inventada por los cristianos evangélicos. Los padres fundadores del sionismo político moderno –Herzl, Nordau, Jabotinsky– fueron hombres profundamente influenciados por el nacionalismo europeo del siglo XIX, no por la doctrina rabínica.

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